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Quando, alcuni anni fa, uscì nelle sale italiane il film "Jurassic
Park", quasi nessuno aveva mai sentito parlare di clonazione e, di certo, nessuno
poteva pensare che, nel giro di pochi anni, la tecnica usata nel film per far rivivere i
rettili preistorici sarebbe stata realmente applicata su degli esseri viventi. In questi
ultimi giorni, prima la notizia della nascita di una pecora "clonata", poi
quella della venuta al mondo di due scimmie aventi il patrimonio genetico identico hanno
fatto il giro del mondo, scatenando polemiche e reazioni un po ovunque. Secondo
molti scienziati questi risultati, ottenuti in maniera diversa (sostituendo il nucleo
della cellula uovo con quello di una cellula adulta nel caso della pecora, intervenendo
nella fase embrionale nel caso delle scimmie) aprono teoricamente la via ad una possibile
applicazione di questa tecnica nelluomo, anche se la sua struttura cellulare è
molto più complessa. A questo punto sarà molto difficile impedire ancora a lungo ai ricercatori
di tentare esperimenti di questo tipo sulluomo, sebbene esistano, anche tra gli
scienziati, pareri discordanti in proposito. Lo stesso premio Nobel Rita Levi Montalcini
ha auspicato labbandono di questo metodo, almeno per quanto riguarda gli uomini e
gli animali. Ovviamente anche la Chiesa si é pronunciata decisamente contro chi ha
intenzione di continuare questi esperimenti e dimostra quindi di disprezzare il valore
della vita. Il problema è grave, infatti producendo due esseri geneticamente identici
verrebbe in parte a cadere una delle basilari caratteristiche dellindividuo: la sua
unicità e la sua irripetibilità dal punto di vista fisico. Bisogna dire tuttavia che
lunicità di una persona è comunque garantita dalla sua personalità, condizionata
dallambiente, dalle conoscenze e dal bagaglio di esperienze, anche se il problema
non è per questo meno scottante.
Altre questioni sorgono quando, come nel caso della pecora nata nellIstituto di
Biotecnologie Roslin di Edimburgo ci si trova di fronte, in pratica, ad un
"originale" e alla sua "copia". Il rischio è quello di considerare
alla stregua di un "oggetto" lessere nato con la clonazione e, a
testimonianza di ciò, cè già stato in passato chi ha pensato che uno dei
possibili impieghi degli individui clonati sarebbe potuto essere quello di fornire
"pezzi di ricambio" nelleventualità che lindividuo
"originale" avesse avuto bisogno di trapianti di organi o trasfusioni di sangue:
di chi fidarsi meglio, infatti, che di un uomo in tutto e per tutto identico
geneticamente?
Infine un altro problema è quello che riguarda la possibilità teorica di utilizzare
nella clonazione anche il nucleo di una cellula appartenente ad un uomo morto, facendo in
pratica rivivere la stessa persona. Di fronte a tutto ciò è naturale che si siano
scatenate polemiche a non finire e che molti abbiano avuto limpressione che si stia
andando verso qualcosa di "innaturale".
Tuttavia sarà difficile, per non dire impossibile, fermare il cammino della scienza ed
impedire che avvenga la clonazione sulluomo e quindi, quando ciò si verificherà,
sarà necessario essere pronti ad affrontare i problemi che ne deriveranno.
Riflessivamente vostra
La Redazione
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